1980
La provincia si è riempita di case nuove.
C’è una felicità. Non eravate ancora nati.
Le case salde di coppie eternabili.
Pensavamo si espandesse per gru altissime
e alberi trapiantati l’anello di catrame
che terminava nel campo.
La felicità come pelle nutrita di un rettile,
come la muta, lascia segni sulla terra.
Una primavera calda vi taglia adesso
fra le buste della spesa e i bulbi nel cellofan:
ci taglia dove dico guardate il campo con le rovine
delle immagini, il tubo catodico spezzato.
Nel suono fermo della televisione
le case indietro si sbriciolano nel video:
le tiriamo fuori, allacciamo il tetto con il grano.
Le radici che forzavano, il catrame, le gru montate,
i figli nati, uno per uno un’automobile.
Senza noi invecchiate come non fossimo nati –
miniatura finita, acqua ragia, ologrammi
dentro tutto il paesaggio.
La felicità come pelle nutrita di un rettile,
come la muta, lascia segni sulla terra.
Una primavera calda vi taglia adesso
fra le buste della spesa e i bulbi nel cellofan:
ci taglia dove dico guardate il campo con le rovine
delle immagini, il tubo catodico spezzato.
Nel suono fermo della televisione
le case indietro si sbriciolano nel video:
le tiriamo fuori, allacciamo il tetto con il grano.
Versione originale della poesia:
1980 – da Maria Borio, Trasparenza, collana ‘Lyra giovani’ a cura di Franco Buffoni, Interlinea, 2019
Copertina a cura di Mirko Della Monica
Musicisti:
chitarra elettrica: Fernando Pantini
piano: Marco Ioannilli
batteria, mix e mastering: Stefano Bechini
chitarra acustica, basso e voce: Elio Cagnizi

